Cosa bisogna sapere sul rendimento conto deposito

 




 

Per calcolare con la massima precisione il rendimento conto deposito, è indispensabile essere consapevoli delle condizioni economiche che vengono applicate. Il rendimento effettivo, d’altra parte, deve rappresentare il criterio principale in funzione del quale orientare la propria scelta verso questo o quel conto. In termini pratici, questo vuol dire prendere in considerazione la logica di capitalizzazione degli interessi, il tasso di interesse che viene promesso e l’entità delle spese che devono essere affrontate per il deposito. Il calcolo non è dei più facili, soprattutto perché per ciascun conto possono essere previsti dei tassi di interesse di ingresso differenti rispetto a quelli che vengono assicurati a regime.

 

Il tasso effettivo

Niente paura, però: per riuscire a verificare la redditività di un conto si può fare riferimento al tasso effettivo, che non è altro che un parametro unico in virtù del quale l’operazione di confronto risulta semplificata in misura notevole. Il rendimento del conto deposito dipende, tra l’altro, dal tasso di interesse, che cambia da un conto all’altro. Esso può essere identificato come il rendimento che viene assicurato sul capitale che è stato investito: gli istituti di credito, in genere, comunicano il tasso di interesse lordo, e in questo caso occorre sapere che bisogna sottrarre alla cifra in questione il 26% per le tasse. Tale detrazione non deve essere effettuata dal risparmiatore, comunque: se ne occupa la banca stessa quando eroga gli interessi capitalizzati.



 
A volte gli istituti di credito possono proporre delle campagne promozionali in virtù delle quali vengono garantite delle condizioni di favore per i clienti nuovi. Attenzione, perché non è detto che poi il tasso a regime sia lo stesso. Per di più, le banche hanno sempre la facoltà di modificare in maniera unilaterale i tassi di interesse che offrono, fermo restando che i clienti hanno la possibilità di recedere in qualsiasi momento se ritengono che le variazioni applicate non siano loro favorevoli.

 
La logica di capitalizzazione

Un ulteriore aspetto che deve suscitare interesse nella valutazione del rendimento conto deposito è la logica di capitalizzazione, che equivale al modo in cui gli interessi che sono stati maturati vengono corrisposti: si tratta, in altre parole, del momento nel quale gli interessi sono riconosciuti. I conti, infatti, non prevedono sempre le stesse condizioni da questo punto di vista: ce ne sono alcuni che riconoscono gli interessi a intervalli che vengono calcolati da quando viene versata la somma di denaro o da quando il conto viene aperto, mentre altri stabiliscono delle date sempre uguali, come per esempio la fine del mese o la fine dell’anno. Perché la logica di capitalizzazione costituisce un criterio così significativo? Semplicemente perché, una volta maturati, gli interessi possono essere investiti di nuovo e aggiungersi alla somma già depositata: ciò ha un effetto sulla redditività del conto.

 
Le spese da affrontare
Nella gestione di un conto deposito è opportuno tenere conto anche delle spese da affrontare: non si tratta solo delle tasse sugli interessi, ma di altri oneri di cui è bene essere consapevoli. Anche se alcuni conti deposito evitano di addebitare ai clienti costi di qualsiasi genere, sulla base di una logica a zero spese, altri possono imporre delle spese periodiche per mantenere il conto o addebitare l’imposta di bollo ai clienti. 

Le opzioni di vincolo rientrano, infine, nel novero dei fattori da valutare per il calcolo del rendimento di un conto deposito: possono essere previste delle condizioni di favore per i vincoli più lunghi, non solo sotto forma di tassi di interesse maggiori, ma anche attraverso il pagamento degli interessi in anticipo.

 

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