Spendere meno per il taxi: app e siti sharing

Taxi app per cellulari

 

Anche in Italia ha preso piede il Taxi Sharing, ovvero il servizio che permette a privati cittadini di trasportare all’interno del proprio autoveicolo persone, in cambio di un corrispettivo in denaro.

 

Un servizio che ha però provocato non poche polemiche a causa delle proteste dei taxisti di Milano contro l’uso di Uber nel capoluogo meneghino, con la richiesta avanzata dagli stessi di bandire l’applicazione su cui Google ha investito ben 250 milioni di dollari, come già successo a Bruxelles.

 

La pietra dello scandalo è stato l’uso di Uberpop da parte dei cosiddetti Ncc, noleggio con conducente, i quali in questo modo ricevono la chiamata non più in rimessa, ma direttamente su strada. Inoltre la tariffa che dovrebbe essere concordata prima del viaggio viene calcolata direttamente dalla app in base a distanza e tempo.

 

Per quanto riguarda il Taxi Sharing, si tratta di un servizio che consente di fornire una alternativa ad un settore come quello dei taxi che ormai da tempo è sotto accusa nel nostro paese, per le tariffe praticate e la scarsità di mezzi che circolano nei centri abitati. Il vantaggio di un servizio simile, consiste soprattutto nell’effettivo risparmio che può essere garantito a chi lo utilizza dalla condivisione della corsa.

 

Tra i servizi che si sono affermati in questo senso, vanno ricordati in particolare Taxinsieme, BlaBlaCar e LetzGo (ora Zego). Si tratta di piattaforme sul web che consentono a chi vuole guadagnare con il proprio mezzo e a chi vuole risparmiare condividendo un tragitto comune di iscriversi, per realizzare il proprio intento. Essendo social network rivolti al trasporto di passeggeri, chi si iscrive è sottoposto al giudizio di chi condivide con lui un viaggio, cioè il feedback, in modo da ridurre al minimo la possibilità di imprevisti.

 

I vantaggi sono appunto quelli relativi al risparmio anche consistente che può essere realizzato da chi vuole potersi spostare con una certa facilità all’interno di un centro abitato e al possibile guadagno del conducente.

 

Lo scopo di lucro è espressamente vietato dalla politica adottata in un ambito che si propone nel senso di comunità, nel quale la condivisione di valori è un aspetto rilevante. Può essere quindi inteso come una possibile risposta ai tanti problemi che affliggono il trasporto nel nostro paese, resi del resto evidenti dalle aspre resistenze messe in atto dalle centrali sindacali che raggruppano i conducenti di taxi ogni volta che un provvedimento governativo è stato adombrato.

 

Siti e App. per telefonini

Uber servizio alternativo taxi
Uber: prenota l’auto per i tuoi spostamenti in città

 

app passaggio in auto
Il sito Zego per condividere i posti liberi in auto

 

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