Vivere in una casa senza sprechi

vivere in una casa senza sprechi



 

 

L’impatto ambientale e climatico deve necessariamente farci riflettere sul nostro sistema di consumo costringendoci indubbiamente a fare un ragionamento ad ampio raggio. Oltre ad informarsi sulle questioni internazionali e le scelte politiche che poi influiscono nella vita di tutti i giorni, occorre rivedere certe abitudini e alcune scelte di acquisto, im primis l’abitazione in cui viviamo che dovrebbe essere organizzata per ridurre l’impatto ambientale.

Se siete in procinto di cambiare casa o realizzarla è bene sapere che esistono delle tecniche atte a ridurre sia gli sprechi che l’utilizzo di sostanze dannose per il pianeta. Un ramo dell’architettura si presta proprio a questo: la bioedilizia. Cerchiamo di capire come può aiutarci per vivere in una casa senza sprechi.

 
Bioarchitettura: cosa significa e vantaggi

La bioarchitettura (anche definita bioedilizia o architettura sostenibile) non è altro che una tecnica usata per la costruzione di una cosa o per la ristrutturazione di un edificio causando il minor impatto ambientale. Si tratta, in particolare, di una nuova branca dell’architettura avente lo scopo di promuovere il rispetto dell’ambiente all’interno dell’ecosistema.

Un’abitazione in bioedilizia, dunque, risulta essere ecocompatibile ovvero priva di rischi inerenti l’uso di materiali nocivi come l’amianto. Vengono utilizzati, pertanto, materiali ecologici come il legno, il cemento ecocompatibile, il calcestruzzo nonché altre tipologie di materiale isolante naturale.

Gli obiettivi principali che tale tecnica si prefigge sono, in poche parole, la salvaguardia dell’ambiente ed una vita sana. Inoltre, non solo nel campo delle costruzioni, ma anche dell’arredamento si sono ormai affermati tali elementi: negli ultimi anni, infatti, in Italia non sono mancate proposte basate su cartone pressato riciclato, il quale si va ad affiancare a componenti come la paglia, la terra cruda, l’acqua, il fango ed il bamboo.

In ogni caso, il materiale preferito dai costruttori rimane sempre il legno dal momento che identifica un ottimo isolante termico dalla buona resistenza a compressione. Si capirà bene, alla luce di quanto esposto, di come i benefici siano molteplici.
Tra questi è possibile menzionare:

– un uso contenuto di energia ed acqua, in considerazione di tecnologie e tecniche adoperate per la realizzazione dei tetti, dei solai e delle pareti, le quali danno luogo ad un involucro capace di diminuire la perdita di calore e di isolare la casa dallo stesso;
– una drastica riduzione delle emissioni di anidride carbonica;
– il rispetto verso le risorse naturali;
– un miglioramento repentino dell’aria circostante;
– la riduzione dei costi di produzione scegliendo materiali naturali locali (paglia) e dei tempi di realizzazione. Infatti, contrariamente da quanto accade per l’edilizia tradizionale, in questo caso sarà sufficiente attendere un massimo di 8 mesi.

 
Dalla bioarchitettura all’economia circolare

Secondo quanto affermato dalla Ellen MacArthur Foundation, l’economia circolare sta ad indicare un sistema predisposto in modo da consentire a questa di rigenerarsi autonomamente.

In un’economia del genere, i flussi di materiali risultano essere di due tipi, cioè: quelli tecnici, i quali vengono rivalorizzati senza entrare nella biosfera, e quelli biologici capaci di reintegrarsi nella stessa. Ebbene, in tale contesto, gli sprechi vengono ridotti al massimo.

Alla luce di quanto esposto, si capirà bene come si tratti di un modello di produzione e consuma che porta fondamentalmente a condivisioni, riutilizzi, prestiti, riparazioni, al ricondizionamento nonché al riciclo di prodotti già esistenti.

I principi appena elencati, ovviamente, cozzano con quello che è il tradizionale modello economico lineare che, invece, si basa sulla sequenza estrarre, produrre, utilizzare e gettare. Dal momento che, di recente, si è registrato un aumento della domanda di materie prime insieme ad una scarsità delle risorse si viene a creare una sorta di dipendenza nei confronti degli altri paesi, la quale potrebbe essere evitata con una serie di accorgimenti.

In effetti, nell’ambito di un’economia circolare si godrebbe di numerosi vantaggi, tra cui:
– un aumento della competitività;
– la riduzione della pressione sull’ambiente;
– l’incremento dell’occupazione;
– una significativa crescita economica.

In conclusione, è interessare sottolineare che, così facendo, i consumatori potrebbero ottenere prodotti innovativi e durevoli nel tempo risparmiando e migliorando la qualità della propria vita.

 
Esempi di aziende o materiali utilizzati nella bioedilizia

Allo scopo di costruire una casa che rispetti pienamenti quelli che sono i canoni della bioedilizia occorre scegliere i materiali con attenzione. Innanzitutto, è utile evidenziare come in tale ambito si faccia riferimento a 3 approcci differenti, quali:
– la condizione ibrida, cioè quella in cui la struttura portante si compone di calcestruzzo armato;
– la condizione in parte bio, in cui il calcestruzzo armato è utilizzato per la costruzione delle strutture di fondazione. Si ricorre, nello specifico, a tale approccio per le finiture e i materiali di isolamento;
– la condizione completamente bio ovvero quella che vede la costruzione dell’abitazione solo con materiali naturali.

Il legno sicuramente rientra tra i materiali più utilizzati per la realizzazione di finiture ed intere strutture portanti come, ad esempio, pilastri e travi di sostegno per copertura. Più precisamente, si adopera una specifica tipologia di legno denominata lamellare. Ci si riferisce, in questo caso, ad una struttura composta da vari strati di legno di diverse essenze scelte in base alle peculiarità di resistenza di ognuna.

Non manca il ricorso al riso, il quale assume le sembianze di un intonaco. Ancora, anche i fondi del caffè appaiono utili per la realizzazione di sedie e tavolini. Infine, i gusci di uova incredibilmente si prestano a divenire calci e malte ad impatto zero. In ogni caso, grande attenzione ricade sull’utilizzo della canapa, la quale è stata oggetto del primo modulo di abitazione prefabbricata.

 
 



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