Troppi soldi sul conto corrente? Cosa rischi

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Si possono lasciare depositati troppi soldi sul proprio conto corrente?

Quali sono i rischi che si potrebbero correre? Le minacce che possono insorgere sono tante e con gli anni aumentano sempre di più.

Il maggior pericolo riguarda il fallimento della banca dove sono stati depositati i risparmi di una vita. Alcuni anni fa se un istituto di credito entrava in crisi, lo Stato interveniva prontamente per cercare di tutelare il denaro dei clienti. Oggi purtroppo però lo Stato non riesce più ad offrire garanzie in questo caso specifico e al suo posto interviene l’istituto di credito.

I più svantaggiati, ovvero coloro che se la banca fallisce saranno i primi ad essere colpiti vedendo andare in fumo tutto il loro denaro, sono gli azionisti e gli investitori.

La soluzione migliore per ovviare a questo possibile rischio è quella di tenere il proprio conto bancario al di sotto dei 100.000 euro.

 
L’altro possibile problema riguarda l’inflazione. Oggi in realtà questa preoccupazione non sembra essere molto presente per via del fenomeno inverso ovvero quello della deflazione.

L’unione Europea ha inoltre garantito che l’inflazione nel nostro Paese non potrà mai superare il 2% finché l’Italia rimarrà all’interno dell’Unione. Questo particolare tipo di difficoltà però aveva già colpito pesantemente la nostra nazione negli anni ’80 e non è del tutto sicuro che non possa ripresentarsi.

Il problema del’inflazione sta nel fatto che, lasciando una cospicua somma di denaro in banca si rischierebbe di far perdere il suo reale valore. Si potrebbe infatti verificare una perdita del potere d’acquisto ovvero che la stessa somma di denaro che oggi decidiamo di mettere in banca tra qualche tempo potrebbe non essere più sufficiente per acquistare dei determinati beni o servizi.

La soluzione in questo caso sta nello scegliere forme di investimento a basso rischio come potrebbero essere titoli di Stato e obbligazioni emesse da banche ben solide.

 
Un ulteriore problema potrebbe essere causato dal nuovo strumento di cui si è dotata l’Agenzia delle Entrate nel 2018. Si tratta del Risparmiometro, ovvero un meccanismo con il quale il fisco è in grado di capire se una persona si sta sottraendo o meno al pagamento delle tasse.

Nello specifico l’Agenzia delle Entrate ha messo come presupposto il fatto che una determinata persona per vivere divida il proprio reddito in base alle spese che dovrà sostenere.

Prima di tutto, una parte del denaro le servirà per comprare i beni di prima necessità, una seconda parte sarà dedicata alle altre spese come divertimenti, cene ecc, ed una terza parte è invece quella che resta in banca per essere destinata al risparmio.

Se da questa analisi il fisco nota che tutti o la maggior parte del denaro rimane ancora nel conto e non viene speso ne deduce che il proprietario utilizza altri soldi per vivere, frutto dell’evasione.

Per gestire al meglio questa operazione l’Agenzia riceve dall’Anagrafe dei conti correnti in cui sono inseriti i clienti i dati e i loro depositi bancari e li confronta con le dichiarazioni dei redditi fatte dagli stessi. Tutti quei contribuenti che avranno un saldo non corrispondente all’importo risultate dalla denuncia, verranno inserite nelle liste delle persone a rischio di evasione. Per esserne certi ogni cliente verrà poi contattato per avere delle delucidazioni in merito ma se questo non sarà sufficiente si passerà all’accertamento fiscale.

L’Agenzia delle Entrate può inoltre decidere di pignorare un conto corrente autonomamente senza nessun ordine da parte del tribunale. Il contribuente in questo caso non ha altra via di uscita, deve obbligatoriamente depositare le somme che presenta sul proprio conto corrente al fisco fino a quando non avrà pagato l’intero ammontare del debito.

Il pignoramento del proprio denaro non riguarda i lavoratori dipendenti e i pensionati se il deposito bancario non superare la soglia di 1.345,56 euro.

 
Infine un ultimo problema, sui rischi che si potrebbero correre tenendo il denaro sul proprio conto corrente, possono riguardare la crisi economica. Lo Stato in qualsiasi momento, avendo bisogno di denaro, potrebbe decidere di limitare i prelievi sul proprio conto, come è avvenuto solo qualche anno fa in Grecia.

La soluzione ideale sarebbe quella di avere un conto all’estero oppure di investire su prodotti che resistano alle fluttuazione dei mercati come ad esempio l’oro o gli immobili.

 
 



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